Archivio mensile:novembre 2014

Il racconto di Nadia di Amilca Ismael

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Nadia vive da anni in Europa e ogni tanto torna in Mozambico, al villaggio natale, dove vive la sua famiglia accanto alle sorelle e ai  fratelli nati dal secondo matrimonio del padre, uomo di religione musulmana e di rigidi principi.

Le due mogli,  Elisabeth e Zubaida, dopo anni di sofferenza e rivalità, hanno trovato un’intesa, una sorta di fratellanza e i loro quindici figli costituiscono ormai una sola grande famiglia.

“Il racconto di Nadia” si snoda a partire da un unico centro narrativo, una lunga e toccante conversazione tra la protagonista e la madre Elisabeth durante uno dei loro rari incontri, all’ombra del mafura,  l’albero prediletto.

Un racconto che è un vero e proprio invito a visitare una terra martoriata, in un primo tempo dalla colonizzazione portoghese e poi, una volta raggiunta l’indipendenza nel 1975, da una guerra fratricida tra le più orribili del secolo appena trascorso. Guerra terminata con un accordo di pace siglato a Roma nel 1992, grazie alla mediazione paziente e tenace della Comunità di Sant’Egidio.

Un paese martoriato e bellissimo.

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Le donne non invecchiano mai – Iaia Caputo

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Iaia Caputo, scrittrice e giornalista, impegnata nel femminismo, parte dalla propria esperienza e dai suoi 50 anni per parlarci della paura di invecchiare che assale quasi tutti gli abitanti dell’Occidente- in crisi ma opulento–e in particolare le femmine della specie. Racconta storie di amiche e si accanisce a decifrare le pubblicità dei prodotti anti-aging, intervista chirurghi e giornaliste, dialoga con anziane e coetanee celebri, ragiona e si mette in gioco con fiera onestà… Questo libro è colto, ma accessibile, denso di stimoli e provocazioni, ti incalza a riflettere sul corpo unico ormai imposto dal mercato: un corpo giovane e bello, non importa se ricostruito…

Chi ci impone queste facce senza età costruite in sala operatoria e questi corpi perfetti? “Ho scritto per capire quale furia ci spinge a farci torturare dai chirurghi, quale infelicità ci rende preda dei più costosi prodotti anti invecchiamento alla ricerca spasmodica di una soluzione tecnica – ma in realtà quasi magica – al tempo che passa. Io vorrei che credessimo di più in noi stesse, perché credo che anche l’eros si nutre di forza e se una crede in sé, risulta più seducente”, spiega l’autrice alla nostra amica giornalista Silvia Neonato che ha pubblicato questa recensione sul n.79 di Leggendaria, rivista culturale che segnaliamo come “vetrina dell’intelligenza femminile.”

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  • Copertina flessibile: 160 pagine
  • Editore: Feltrinelli (12 ottobre 2011)
  • Collana: Universale economica
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8807722968
  • ISBN-13: 978-8807722967

Le parole tra noi leggere – Lalla Romano

Le parole tra noi leggere

Graziella Romano, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), è stata una poetessa, scrittrice e giornalista italiana.

Legata al movimento Giustizia e Libertà prende parte attiva alla Resistenza e s’impegna nei “Gruppi di difesa della donna”.

Tra i suoi libri più interessanti: La penombra che abbiamo attraversato, Tetto Murato, Maria, Le parole tra noi leggere, Inseparabile, Nei mari estremi, In vacanza col buon samaritano, Le lune di Hvar.

Negli ultimi anni continua a scrivere nonostante una progressiva malattia agli occhi la consegni ad una cecità quasi assoluta. Il suo Diario ultimo sarà poi pubblicato postumo nel 2006, in occasione del centenario della nascita della scrittrice.

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Qualcosa di inaspettato – Margherita Hack

Margherita Hack

Margherita Hack (1922 – 2013), la più grande astrofisica italiana di tutti i tempi, è stata una grande donna in senso lato. Grande divulgatrice, con la sua passione ha reso accessibile a tutti una materia complessa come l’astrofisica. Ma quello che forse si conosce meno di questa scienziata è il ruolo fondamentale che ha avuto nella riorganizzazione del mondo accademico nostrano e nel rilancio sul piano internazionale dell’astronomia italiana.

Giovane direttrice dell’Osservatorio di Trieste (42 anni), riesce in breve tempo a trasformare una struttura obsoleta in un vivace centro di ricerche. Grazie alla sua energia, viene ribaltato il farraginoso sistema delle nomine accademiche e della distribuzione dei fondi, e la ricerca italiana viene proiettata con grande impulso in numerosi organismi di studio e di ricerca  internazionali.

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