CHIACCHIERATA “PRECIOUS”

PRECIOUS

P.: Ragazze, ho appena finito di leggere PRECIOUS, sapete, quel romanzo di Sapphire ambientato ad Harlem. D’accordo, sapevo che era forte, ma non così. Che pugno nello stomaco!

C.: Anch’io lo sto leggendo. È vero, è una storia tremenda. Sembra impossibile che una ragazzina possa subire tanta violenza tutta insieme.

D.: Certo che questa Precious è proprio un concentrato di disgrazie: è nera, obesa, semianalfabeta, derisa, abusata dal padre, maltrattata pesantemente dalla madre e, in più, ha questo nome, “Preziosa”, che su di lei pare uno sberleffo.

P.: Quello che proprio mi ha sconvolto, sono la malvagità e la depravazione dei genitori. È disumano, dài!

D.: Purtroppo, no. È il lato oscuro dell’essere umano, che emerge soprattutto nelle situazioni di emarginazione e di miseria. Nei ghetti, insomma. E non c’è bisogno di andare in America per trovarli. Le abbiamo anche noi queste “fabbriche di mostri”.

C.: Però Precious riesce ad affrontarli questi mostri, perché vuole esistere. Nonostante tutto, si capisce che vuole vivere. Davvero!

D.: Infatti, riesce ad aggrapparsi all’unica possibilità di tirarsi fuori da quella situazione di merda.

C.: Cosa cantava De André? “Dal letame nascono i fiori.”

P.: Hai ragione. Secondo me, Precious è proprio un fiore, un condensato di buoni sentimenti.

D.: E di determinazione. È commovente vedere il coraggio di questa ragazzina che vuole a tutti i costi capire, conoscere, imparare a scrivere e a parlare di sé.

C.: Anche perciò è coinvolgente questo libro, perché è scritto in forma di diario, con un linguaggio che all’inizio è disgrafico, elementare, frammentario, ma che, via via, diventa più completo, più chiaro, addirittura vibrante!

P.: Però, nel libro ci sono dei passaggi veramente indigesti, raccontati nei dettagli. Cose decisamente nauseabonde. Non oso pensare come sono nel film!

D.: Certo, anche il film non è una passeggiata. Però, il regista che lo ha girato, Lee Daniels, secondo me è stato bravissimo. È riuscito a rendere il dramma della situazione, ma anche a stemperare gli aspetti più scabrosi, con una tecnica sapiente. Pensate che ha tradotto le fantasie di Precious con scene tipo musical, coloratissime. E tra l’altro, è un film interpretato magistralmente. Non per niente, ha fatto incetta di premi e, in Italia, ha avuto il patrocinio dell’Unicef.

C.: Allora…è proprio un film da vedere!

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