Donne degne di nota

Alma Mahler

Alma Mahler

“La musica è la più sublime e immateriale delle arti”. Non si vede, si affida all’ascolto e feconda l’immaginazione.

Nasce dalle nozze del suono e del tempo, come alternanza ritmica di suoni e di silenzi”. Così scrive Marius Schneider, celebre etnomusicologo tedesco.

Fin dalla notte dei tempi, il suono e il canto hanno accompagnato la vita dell’uomo, scandendone i momenti di festa, di dolore, di pace e di guerra.

Questa rubrica si propone di riscoprire e far conoscere il talento di giovani donne, musiciste e compositrici, rimaste in penombra.

Perché la storia non si è occupata di loro o semplicemente perché vissute accanto a ben più noti e acclamati padri, mariti o fratelli.

Pensiamo a Clara Schumann, a Fanny Mendelssohn, ad Alma Mahler, musiciste dotate di grande creatività, che non trovarono il terreno fertile per esprimersi compiutamente in una società che le preferiva buone madri e mogli devote.

Furono eccellenti musiciste, eccellenti esecutrici di opere scritte dai grandi compositori del passato o contemporanei, ma la “vera composizione musicale” fu loro preclusa perché considerata solo un “ornamento” dell’animo femminile e non una “vocazione” cui dedicare la vita.

Capita ogni tanto di ascoltare alla radio qualcuna delle loro opere e di restarne affascinate.

Ma sono soprattutto le loro storie a commuoverci, storie in cui si intrecciano il raro privilegio di avere avuto fin da bambine una raffinata educazione musicale, coltivata negli anni al prezzo di immani sacrifici, e la “scelta” di restare nell’ombra, di celebrare, con la loro bravura, l’opera dei  maestri.

E furono madri, spesso di molti figli, talvolta di figli fragili e malati cui cercarono di trasmettere sempre e comunque la loro passione e l’amore per la bellezza della vita.

Ricorderemo anche le prime compositrici e clavicembaliste italiane del sedicesimo e diciassettesimo secolo, Maddalena Casulana, Vittoria Aleotti, Francesca Caccini, Maria Teresa  Agnesi e tante altre.

Furono donne di grande cultura, alcune figlie di celebri musicisti, altre furono monache e trovarono l’ispirazione nel silenzio e nel raccoglimento del convento.

Ma incontreremo anche musiciste contemporanee di vari paesi e culture: anche questa sarà una nuova ed entusiasmante avventura, tutta al femminile.

La musica, dice Schneider, è come lo scorrere del tempo: la distesa del passato vive solo se la si lascia dietro di noi, allo stesso modo, una melodia avanza solo se ogni nota che nasce si spegne al momento giusto per lasciare spazio alle note che verranno dopo di lei.

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Invito all’ascolto

Clara Schumann – Piano Concerto, op.7

Fanny Mendelssohn – Notturno in G minore

Alma Mahler – Vier Lieder

Maddalena Casulano – Madrigals

Francesca Caccini – Ciaccona

Vittoria Aleotti: Io v’amo vita mia

Maria Teresa Agnesi Pinottini: Harpsichord Concerto 1st Movement

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