Inverno a Cuba – Poesie

Maria Pia a Cuba Gennaio 2016

Maria Pia a Cuba
Gennaio 2016

Aria calda
sui miei sfiancati reni.

Foglie pioventi
rotolanti
su un mare di cemento e terra,
come barche
verso una nuova primavera. Amica.
A L’Avana. Al Paseo 126.

Netturbini in divisa blu
con rami di palma,
maldestramente usati
per ammucchiare
foglie al vento,
sotto il malinconico sguardo
di Che Guevara
là, sul muro azzurro. Al Paseo 126.

Tutti hanno un lavoro a Cuba.

L’epoca dei miei giovanili sogni
(1978- Festival mondiale della gioventù a Cuba)
resta aggrappata
a quegli occhi,
a quel nostalgico sguardo.

C’è ancora miseria a Cuba?

E come potrebbe essere ricca?

Amata Cuba,
acquamarina dai cieli smossi,
anni di rivoluzione culturale
ti hanno fatto onore.
Importante è chi siamo.
Non una mano scura e una chiara.
E’ ancora poco?

L’embargo ti soffoca
come la vile presenza di ijneteros
che con diverse spire ti umiliano.
Cuba, dai venti marini improvvisi,
difenditi
dai tuoi nemici interni di bassa lega.
Quelli più importanti
non li ho incontrati.
Forse hanno soffici cuscini in alto.
Non lo so.

A L’Avana,
sulla passeggiata a mare,
a Malencòn,
poggiata ai tuoi famosi muretti
ho visto rincorrersi,
sfrecciare
e sorpassare
le Cadillac di “Batista”
costantemente rianimate dal genio dei Cubani,
tra fumate nere soffocanti,
tra scarichi di camiones e scuolabus.

Cuba, dagli occhi turchini,
ahimè, poco aggiornata,
non fai manutenzione ai motori!

Brucia il naso a L’Avana
il primo giorno,
come la gola e il petto.
Lacrimano gli occhi di smog
e sgomento.

A Varadero tutto bene.
Aria pura.
Interminabile sabbia bianca al sole.
L’Oceano ti corre incontro
dispiegando le sue bianche ali.
Ahi! Quel cemento giunto sino a riva!

Alla Ciudad  Libertad,
a Marianao,
nere treccine
e geometriche divise
fanno ricreazione
allegramente.
Gorgheggiano come i nostri figli.

Tutti i bambini studiano da te,
o Cuba, di palme corona.

2016-02-02-735 bambina maestra

Amo i tuoi bambini, o Cuba,
coraggiosa amazzone fra i mari.
Amo i tuoi eroi bambini.
Cooptati
il giorno dopo la Revolution.
Impegnati
ad alfabetizzare
donne, vecchi, contadini.
I più giovani: 12 anni appena.
La più giovane maestra bambina
di 8 anni appena.
Oggi foto.
Tenuti in vita
al Museo dell’ Alfabetizaciòn
a ricordo
della loro esperienza gloriosa:
Combattere l’analfabetizaciòn in pochi mesi. (Fidel)

2016-02-02-732 Maestro bambino

O Cuba, ingioiellata dal mare,
ti percorrono autobus cinesi.
Se puoi,
ritira la mano in tempo.

Mercatini arrangiati
sbucano mimetizzati
fra pareti sfatte e cadenti tettoie.

Al Centro commerciale
si fa la coda.
Manca di tutto.

O  Cuba,
fresca opale di noce di cocco,
qual magia misteriosa
apparecchia le tue tavole?
non vedo malnutriti.
Neanche nello sperduto interno.

Fa un caldo d’agosto.
Svoltato l’angolo
aria fredda cerca i nostri pori.
Cielo terso e trasparente.
Svoltato l’occhio,
incombe il nero.

Da lì a poco piove.

O isola dalle braccia di giada,
ci riporti a occhi di divinità,
alla Santeria,
alle sue danze
colorate, spettinate,
prolungate in giravolte arcobaleno,
al ritmo di tamburi africani.

Ti amo! Cuba, regina di colori!

Amo il tuo popolo di fieri Ulisse.

O Cuba,
merlata di mille barriere coralline,
uguale e nuova,
mi seguirai dovunque,
con le tue Cadillac ripristinate,
col sapore del tuo buon latte
di felici mucche per i campi,
coi tuoi bambini
eroi di pace e di cultura,
con Trinidad di filigrana
incastonata fra monti e mare,
col gusto pastoso
delle tue banane maturate sulla pianta,
con le tue albe bianche e rosa
a tinteggiare case
a L’Avana Vijeia
patrimonio dell’umanità,
con le tue stelle vicine vicine
appena notte.

Maria Pia Urso

Qui  e qui due video girati alla Santeria

 

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