La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister

La scuola degli ingredineti segreti

Cibo e amore. Ricette e abbracci. Dolcezze sul palato e sentimenti di bontà. Profumo di spezie e allegria: sono gli “ingredienti” che ho apprezzato nel libro “La scuola degli ingredienti segreti”di Erica Bauermeister.

Leggendolo, mi è parso di essere anch’io un’allieva della scuola di cucina un po’ speciale, alla ricerca della ricetta segreta della felicità; molto attenta ai consigli, curiosa, desiderosa di imparare.

Ho partecipato alle vicissitudini di Lillian, la protagonista, che a otto anni inizia a cucinare per la mamma, immersa nella lettura, nascosta dentro i libri dopo che il padre le ha lasciate.

Lillian riesce a riaverla presente, come una presenza vera e non un’ombra, grazie ai consigli di Abuelita, la donna della bottega delle spezie che le insegne ad usare gli ingredienti segreti perché “tua madre ha bisogno di ricordare cosa ha perso e desiderarlo di nuovo”.

Con il purè di patate, uno dei cibi più confortanti, aiuta sua madre a sentirsi al sicuro. Il caffè mescolato alla cioccolata calda, con la buccia d’arancia e il tocco dell’anice, ricorda alla madre la passione. La mela in tutta la sua semplicità e freschezza è un simbolo della vita stessa.

Finalmente, “sua madre alzò lo sguardo, sorridendo, e i suoi occhi incontrarono quelli della figlia. Ehi Lillian, disse con la voce impastata di stupore, guarda come sei cresciuta”.

Lillian da grande decide di organizzare nel suo avviatissimo ristorante un corso di cucina per aiutare i suoi allievi a trovare l’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. A tutti loro, Claire, Tom Jan, Antonia, Cloe, Isabelle, manca qualcosa per essere felice, o almeno sereni .

La cucina del ristorante di Lillian non è una scuola di cucina come tante, ma un luogo in cui s’incontrano emozioni, delusioni, amori, promesse, amicizie… Ognuno ne uscirà cambiato e non solo perché avrà imparato a cucinare!

Ognuno a modo suo, troverà delle risposte, ed è qui la magia.

La lettura del libro ti dà piacere, ti fa sentire “una cuoca, nel senso di una persona che prepara da mangiare per le persone che ama. Cucinare è fare un dono, un’occasione di portare un momento di piacere nella mia giornata e nelle giornate di chi mangia ciò che preparo…”

La cosa importante non è solo il cibo, ma il fatto di condividerlo!

Per loro [gli allievi] cucinare era una lingua, gli ingredienti erano parte di una conversazione.

Carla Gamaleri

Erica Bauermeister.

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