Neve di Maxence Fermine

NEVE

“Neve” di Maxence Fermine- Saggi di narrativa Bompiani-, è una storia intrisa di poesia, di leggerezza, di dolcezza, di magia, ambientata in Giappone. E’ un libro raffinato, squisito, coinvolgente che si legge tutto d’un fiato. E’ un tuffo nel sogno che ci aiuta, senza strappi, a contattare nostre parti lontane.

Il protagonista Yuko, un poeta che ama scrivere haiku traendo ispirazione dalla neve, abbondante sulla sua isola a nord del Giappone con inverni lunghi e nevosi, intraprende un viaggio sino al sud, attraverso le Alpi Giapponesi, per incontrare il poeta Soseki e apprendere da lui l’arte completa della poesia.

Il suo è un viaggio irto di incognite, un sogno, una magica fiaba? Forse tutte e tre queste cose.

Yuko  segue testardamente ciò che lo fa sentire vivo e che dà senso alla sua esistenza.

Un’esistenza che il poeta desidera colorata di neve.

Nella neve il poeta Yuko riesce a vedere ciò che altri non vedono. “E’ bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di grande purezza.

Congela la natura e la protegge. Dunque è una vernice. La più delicata vernice dell’inverno.

Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve.

E’ sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi funambolo…….” Il tema del funambolismo è un tema ricorrente nelle righe del libro.

Forse siamo tutti funamboli. Tentiamo di reggerci in equilibrio su un sottilissimo filo da cui è facile scivolare o peggio ancora che può spezzarsi da un momento all’altro, quando meno ce lo aspettiamo, cambiando i giochi della nostra vita. Come è accaduto al poeta Soseki che il destino fa innamorare di una fanciulla chiamata Neve, che fa la funambola di professione.

In mezzo agli alti e bassi dell’esistenza Yuko e Soseki sono rimasti fedeli a se stessi, proteggendo e vivendo sino in fondo le proprie emozioni e le proprie intuizioni. In modo inatteso sarà il caso che li condurrà alla meta desiderata.

Il testo è come attraversato da qualcosa di arcano che sembra ricomporre tutte le cose. Strade diverse si intrecciano in modo misterioso. Importante è seguire quella che sentiamo la nostra strada.

Questo in sintesi, a mio avviso, il messaggio dello scrittore.

ballerina sul filo

L’andamento della scrittura è pacato, calmo, zen. L’essenzialità e la purezza delle immagini permeano lo stile.

Diversi altri temi fanno da sfondo alle vicende narrate nel libro:

Il rispetto per i maestri, anche se non se ne comprendono subito i messaggi.

Il rispetto per se stessi perseguendo sempre più alti livelli di conoscenza e abilità. La potenza dell’amore che intrecciata al sogno rende inarrestabili

La poesia bella e fiammeggiante nelle cose che amiamo Chiedere a noi stessi qualcosa in più senza impigrirsi…….

“Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono…….Ci sono i funamboli.”

Consiglio la lettura di questo breve testo letterario a chi vuole assaporare l’inesprimibile casualità della vita e l’essenza della poesia che l’avvolge.

 

Maria Pia Urso

MAXIME FERMINE

 

  • Editore: Bompiani (24 novembre 1999)
  • Collana: AsSaggi
  • Lingua: Italiano
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